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Cambio di stagione e muta del pelo: trucchi per aiutare cani e gatti a sentirsi meglio

📅 23 Agosto 2026✍️ di Simona Orlandi⏱️ 4 min di lettura

Il dramma della muta: non è solo una questione estetica

Quando le temperature cambiano e le giornate si allungano, nei nostri animali domestici scatta un meccanismo ancestrale: la muta del pelo. Non è un semplice cambio di guardaroba. È un processo biologico complesso che, se sottovalutato, può causare disagio vero ai nostri cani e gatti.

Mi è capitato di recente di incontrare una signora disperata al parco: il suo setter aveva perso il controllo del proprio comportamento, si grattava ossessivamente, e lei pensava fosse un problema dermatologico. In realtà, durante il passaggio tra le stagioni, l’animale accumulava pelo morto che lo irritava. Una volta affrontata correttamente la muta, il cane è tornato sereno in poche settimane.

La muta non è solo una questione di peli sul divano. È il modo in cui l’organismo dell’animale si prepara alle nuove condizioni ambientali. In primavera, cani e gatti perdono il sottopelo invernale più denso. In autunno, invece, lo ricrescono più folto per affrontare il freddo.

Come riconoscere i segnali e interviene al momento giusto

Il primo segnale è visibile: il pelo inizia a staccarsi in ciuffi. Se passate una mano sul dorso del vostro cane o gatto, vedrete peli che rimangono tra le dita. Non è il primo graffio e il pelo viene via: è il segnale che la muta è in corso.

Accanto al segnale visibile, ci sono comportamenti che cambiano. L’animale si gratta più del solito, si lecca le zampe, cerca posizioni più fresche della casa. Non è nervosismo: è fastidio fisico. Il sottopelo che si stacca crea prurito perché rimane agganciato ai peli vivi, creando una sensazione di irritazione costante.

Nei gatti, la situazione è ancora più delicata. Loro si leccano continuamente, e durante la muta ingoiano quantità enormi di pelo morto. Questo può portare a problemi digestivi reali, come la formazione di boli di pelo nell’intestino. Ho visto casi in cui questo ha richiesto l’intervento veterinario: una situazione evitabile con una gestione corretta della muta.

Il momento giusto per intervenire è quando notate i primi ciuffi. Non aspettate che il fenomeno sia al suo picco. Anticipare di due o tre settimane fa la differenza tra un processo gestito con serenità e settimane di disagio.

Strumenti e tecniche che funzionano davvero

Esistono attrezzi specifici per la muta, e non tutti sono uguali. Il pettine tradizionale non basta. Vi consiglio un undercoat rake o una furminator: sono strumenti che raggiungono il sottopelo senza danneggiare il pelo vivo. La differenza tra pettinare superficialmente e raggiungere il sottopelo è enorme.

La tecnica è importante quanto lo strumento. Dovete pettinare contropelo, con movimenti dolci ma decisi. Non strappate: se il pettine incontra resistenza, non forzate. Muovetevi sempre nella direzione della crescita naturale del pelo, seguendo le zone critiche: dietro le orecchie, i fianchi, la base della coda. In questi punti si accumula più sottopelo.

Per i gatti, la frequenza è diversa. Dovete spazzolare almeno due o tre volte a settimana durante la muta, possibilmente quotidianamente se convivete con gatti a pelo lungo. Fatelo in sessioni brevi, di cinque o dieci minuti: loro non sopportano lunghe sessioni di toelettatura forzata.

Cani e gatti rispondono bene anche ai bagni tiepidi durante la muta. L’acqua tiepida (non calda) ammorbidisce il pelo morto e facilita il distacco. Dopo il bagno, la pettinatura è molto più efficace. Asciugate sempre accuratamente: il pelo bagnato che asciuga naturalmente rimane umido a lungo, creando condizioni ideali per prurito e infiammazioni.

Errori comuni che peggiorano la situazione

Il primo errore è non fare nulla e aspettare che passi. Passa, ma il vostro animale soffre inutilmente. Il secondo errore è usare solo il pettine fine da gatto: per la muta servono attrezzi specifici.

Molti proprietari credono che rasare completamente il cane durante la muta risolva il problema. È sbagliato. Il Mantello dell’animale svolge funzioni termoregolative importanti: una rasatura completa espone l’animale a rischi di sbalzi termici. Rasare durante la muta è controproducente.

Un altro errore tipico: limitare l’accesso dell’animale a spazi freschi. Quando mutvano, gli animali cercano istintivamente posti più freschi per ridurre il disagio. Se li costringete a stare in ambienti caldi, aumentate prurito e stress.

Supporto nutrizionale che fa la differenza

La pelle e il pelo che ricrescono hanno bisogno di nutrienti specifici. Durante la muta, aumentate leggermente l’apporto di acidi grassi omega-3 e omega-6 nella dieta del vostro animale. Non servono integratori costosi: sardine, olio di pesce, o cibi già formulati per la pelle funzionano bene.

Assicuratevi che il vostro animale beva abbastanza acqua. Un’idratazione corretta supporta la salute della Cute dal di dentro. Pelle ben idratata significa meno prurito e muta meno traumatica.

Se notate che l’animale si gratta ancora dopo tre settimane di gestione corretta della muta, rivolgetevi al veterinario. Potrebbe non essere solo muta, ma allergie sovrapposte o altri problemi cutanei.

La muta è naturale, ma gestirla bene significa vivere in armonia con i cicli biologici dei nostri animali. Quando lo fate correttamente, vedrete gli effetti: pelo più lucido, animale più sereno, meno stress per tutti. Vale davvero la pena dedicare questi giorni alla cura consapevole dei vostri compagni.

Simona Orlandi

Simona condivide la casa con tre gatti salvati e una tartaruga, e trascorre i weekend in bicicletta tra parchi e aree protette. Organizza laboratori per avvicinare adulti e bambini al riconoscimento delle tracce e delle abitudini degli animali domestici e selvatici, credendo nella natura come maestra di empatia.

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